Parole per cambiare: UPI Toscana alla giornata dedicata al linguaggio che costruisce rispetto
Data:
20 Novembre 2025
Parole che costruiscono, parole che cambiano. Parole che, se scelte con cura, diventano strumenti di libertà. È lo spirito che ha animato oggi l’iniziativa “Pari pari in comunicazione – Le parole per cambiare”, ospitata all’interno della manifestazione “La Toscana delle donne” nella sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi, dove istituzioni, studiose ed esperti si sono ritrovati per ragionare sul linguaggio come terreno decisivo delle battaglie culturali contemporanee. Tra i protagonisti del dibattito anche UPI Toscana, rappresentata dal presidente Francesco Limatola.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: un pubblico attento, un parterre istituzionale autorevole e un tema che intercetta, senza mediazioni, ciò che accade ogni giorno nella scuola, nelle famiglie, nella politica, nei media. Perché il linguaggio non è neutro, plasma lo sguardo e definisce ciò che siamo disposti a vedere. E proprio da questo presupposto si è sviluppata la discussione, che ha toccato stereotipi, disparità, responsabilità della comunicazione pubblica.
Tra gli interventi quello della Provincia di Prato con Elena Cardosi, protagonista della presentazione del progetto ARDI – Ascolto, Rispetto, Dialogo Inclusivo. Un’iniziativa che non si limita a “parlare di ragazzi”, ma entra nelle scuole e lavora con loro. ARDI è un percorso che insegna ad ascoltare davvero, a dare nome alle emozioni, a costruire relazioni sane attraverso il linguaggio. Un progetto che, come è stato sottolineato, mostra quanto sia possibile agire sul cambiamento culturale a partire dai piccoli gesti quotidiani.
Quando prende la parola il presidente Francesco Limatola porta l’attenzione proprio sulla connessione tra il linguaggio e la trasformazione sociale. E lo fa con parole nette: “Il linguaggio è davvero il motore del cambiamento culturale, sociale, civile e politico nelle nostre comunità. Le Province hanno un ruolo centrale in questo percorso e, oltre a coordinare tutti i soggetti interessati sui territori, stanno portando avanti progetti triennali grazie al rifinanziamento della legge regionale 16/2009. Non dobbiamo avere paura dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Una scuola che tace su rispetto, parità e relazioni sane lascia le nostre ragazze e i nostri ragazzi soli davanti a un mondo che spesso urla modelli distorti e tossici. Dobbiamo dare loro strumenti per orientarsi, per riconoscere la violenza prima che diventi gesto e tragedia. L’educazione sessuale e affettiva è uno strumento fondamentale, efficace e duraturo”.
Ultimo aggiornamento
28 Novembre 2025, 08:23
UPI Toscana