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Le province stanno morendo, a rischio servizi e cittadini. Un “esposto cautelativo” delle Province toscane a Procura, Prefettura e Corte dei conti per denunciare l’irresponsabilità del Governo.

COMUNICATO STAMPA

Un “esposto cautelativo” indirizzato alla Procura della Repubblica e alla Prefettura competenti per Provincia e alla Sezione regionale della Corte dei conti. È quanto i Presidenti delle Province della Toscana hanno deciso di inviare in questi giorni, nell’ambito di una più generale iniziativa promossa dall’UPI (Unione Province d’Italia), per denunciare la grave situazione che da mesi investe gli enti e che sta per concludersi nel peggiore dei modi.
Nonostante l’approssimarsi del termine del 31 marzo gli enti non potranno approvare i Bilanci di previsione e senza un intervento risolutivo e strutturale del Governo si avvicina sempre di più il momento della dichiarazione del dissesto finanziario del comparto.
Come di consueto, negli ultimi anni, puntualmente si ripresentano i buchi di Bilancio causati dai tagli. Quest’anno però è diverso. Se lo scorso anno i Bilanci di previsione furono chiusi solo a novembre e solo grazie a interventi straordinari, quest’anno ciò non sarà più replicabile.
Il problema dei bilanci provinciali è dovuto a un calcolo errato da parte del Governo sui risparmi conseguibili con la riforma che nel frattempo li ha trasformati in enti di secondo livello governati dai Sindaci del territorio. Il Governo calcolò in 3 miliardi lo sforzo sostenibile dal comparto provinciale ma alla luce dei fatti, come dimostrato dagli interventi straordinari approvati dallo stesso Governo lo scorso anno, l’importo sostenibile è appena di 1 miliardo.
Per questo motivo, l’impatto di queste cifre è tale per cui già da anni le province non hanno un vero e proprio taglio ma versano direttamente allo Stato milioni di euro che dovrebbero essere destinati alle funzioni fondamentali.
In Toscana dal 2011 a oggi si parla di versamenti allo Stato totali per 203 milioni di euro, a fronte di entrate strutturali pari a 218 milioni.
“Con un patrimonio da gestire di 8.200 chilometri di strade – di cui 1.384 su strade montane – e 338 edifici scolastici di secondo grado frequentati da oltre 115.000 studenti, la gravissima situazione finanziaria che da mesi viene denunciata rischia di creare situazioni di pericolo per la stessa incolumità dei cittadini. L’autorità giudiziaria è già intervenuta e il lavoro delle strutture provinciali sta diventando impossibile. Considerate le spese minime di funzionamento e il costo dei 1.600 dipendenti lo squilibrio di parte corrente viene oggi stimato sugli 80 milioni di euro”, denuncia il Presidente di UPI Toscana e della Provincia di Pisa Marco Filippeschi.
Gli “esposti cautelativi” sono un grido d’allarme di una situazione insostenibile, ma si tratta di una iniziativa che è solo il primo passo di una mobilitazione che vedrà impegnate le amministrazioni provinciali nelle prossime settimane.
Qualora il Governo decidesse di continuare a non prestare attenzione ai bisogni presenti nei territori toscani i Presidenti sono pronti anche ad avviare azioni eclatanti per assicurare che questi enti, amministrati gratuitamente e rimasti in Costituzione tra gli enti costitutivi della Repubblica dopo il referendum del 4 dicembre, possano fornire i servizi e svolgere le funzioni che la stessa legge gli riserva”.
Ufficio Stampa UPI Toscana
Firenze, 17 marzo 2017

Corriere Fiorentino clicca sul link:
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