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LE PROVINCE RIPARTONO DA BERGAMO: L'ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI RILANCIA IL TEMA DELLE AUTONOMIE

L'intervento del Vicepresidente di UPI Toscana Luca Menesini per un riconoscimento pieno delle prerogative di comuni e province nel "regionalismo differenziato"


Una nutrita rappresentanza delle Province della Toscana ha partecipato all’Assemblea di UPI che si è svolta mercoledì 27 giugno 2018 a Bergamo, presso la sede della Provincia, e al Seminario sul regionalismo differenziato tenuto il giorno seguente alla presenza del Professore Valerio Onida, del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, del Presidente di ANCI Lombardia Virginio Brivio, dei Presidenti delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna – Attilio Fontana e Stefano Bonaccini – del vicepresidente della Regione Veneto Gianluca Forcolin e di rappresentanti provinciali provenienti da tutta Italia.

Alla riunione dei Presidenti delle Province, dopo gli interventi dei rappresentanti lombardi provinciali e regionali, del Presidente di UPI Achille Variati e della relazione del Professore Guido Meloni, è intervenuto nel dibattito a nome dei Presidenti toscani il vicepresidente di UPI Toscana e Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini.

 

Il Presidente Menesini ha tratteggiato le problematiche connesse all’attuazione della legge Delrio in Toscana, soprattutto per quanto riguarda l’accentramento regionale e la gestione della competenza ambientele.

Menesini ha evidenziato il rispetto e il trattamento che la Regione Lombardia ha riservato agli enti locali – comuni e province – del proprio territorio e ha sottolineato il contenzioso costituzionale che si è sviluppato ed è tuttora in corso in Toscana su alcune leggi regionali: si tratta della recente sentenza n. 110/2018 sui procedimenti amministrativi nelle materie trasferite e di una controversia sulla centralizzazione di tutte le competenze in materia ambientale, anche quelle riservato dallo Stato alle province.

Menesini ha confrontato il percorso intrapreso da Lombardia e Toscana sulla materia del mercato del lavoro e sul ruolo delle province nel tessuto amministrativo, rilevando che la Lombardia ha un impianto autonomista, colloca pienamente le province tra gli enti locali legittimati a gestire le funzioni amministrative e ha delegato la funzione dei centri per l’impiego alle province, mentre la Toscana ha centralizzato tutte le funzioni a scapito degli enti locali, ha appena costituito l’Agenzia regionale per il mercato del lavoro e ha in serbo il progetto di creare oltre venti “zone omogenee” per lo svolgimento dei compiti che hanno sempre svolto le province e che ben potrebbero continuare a svolgere.

Rispetto alla richiesta di “regionalismo differenziato” avanzata dalla Toscana – precisando che questa comporta una competenza esclusiva anche in tema di autonomie locali non prevista nemmeno dalla Costituzione e finanche un potere sull’utilizzo delle risorse attribuite a comuni e province nelle funzioni richieste – ha ricordato i pericoli che corrono i comuni, soprattutto quelli piccoli e medi, i quali non hanno la forza di rivolgersi direttamente alla Regione ed ha affermato che “La negazione della legittimità delle province costituisce anche la negazione della legittimità dei comuni, il cui coinvolgimento nelle province rappresenta un elemento di semplificazione del sistema ed è uno degli aspetti positivi della Delrio”.

Per rimediare a un quadro che rischia di produrre una forte disomogeneità tra territori, incrementando ancora di più le differenze, Menesini ha proposto una cornice unica nazionale, condividendo questo e gli altri punti di riforma indicati nel documento dell’UPI (documento che sarà poi approvato all’unanimità dall’Assemblea n.d.r.).

Il Presidente ha concluso il proprio intervento chiedendo che sia posta fine alla situazione di solitudine che hanno vissuto i Presidenti e gli amministratori provinciali: urge che si ritocchi la 56/2014 e che siano rese disponibili le minime risorse finanziarie e organizzative per strade, scuole e per le attività che sono richieste agli enti.

“Questa cosa come ben sappiamo non è avvenuta: è assurdo che l’applicazione della Delrio comporti che su 37 comuni della Provincia di Pisa solo 7 siano eleggibili a ottobre, così come è assurdo che per l’applicazione di alcune leggi la mia Provincia subisca un prelievo pari al settanta per cento delle mie entrate correnti, situazione comune ad altre realtà toscane. Bene quindi la richiesta di fondi aggiuntivi e l'utilizzo dei livelli essenziali delle prestazioni e dei fabbisogni standard”.

 

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