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Le Province propongono 3mila «piccole opere» già progettate

di Gianni Trovati

Anche se stretto tra le mille urgenze della cronaca, il governo fa ripartire il cantiere delle Province. Lo fa con un incontro a Palazzo Chigi con i presidenti degli enti di area vasta, a cui il premier Conte e il sottosegretario al Viminale Achille Variati, “competente per materia” non solo per le deleghe ministeriali ma per il suo passato da presidente dell’Unione delle Province, aprono alla revisione degli ordinamenti per ridare a questi enti locali un pacchetto di funzioni in grado di farli agire davvero.

Nell’incontro in Sala Verde i presidenti di Provincia hanno portato tre numeri: 3.235 progetti infrastrutturali già cantierabili, censiti dagli uffici tecnici fra novembre e gennaio tra i progetti già pronti, 3,99 miliardi di fabbisogno finanziario per renderli operativi, e 4.300 firme di altrettanti sindaci (il 77% di quelli che guidano i Comuni nelle Regioni a Statuto ordinario) in fondo alla mozione che chiede al governo di ridare competenze e fondi alle Province.

Perché il tentativo di rilancio degli enti di area vasta per farli uscire dal limbo prodotto dal «no» al referendum costituzionale dopo la legge Delrio viaggia a cavallo fra assetti istituzionali e bilanci. Il tempo dell’addio alle Province in realtà è passato e qualcosa è già stato fatto, come riconoscono gli stessi amministratori locali: la manovra ha messo soldi per gli investimenti sulle strade (50 milioni quest’anno, 400 nel triennio e 3,4 miliardi fra 2020 e 2034) e sulle scuole (100 milioni quest’anno, 450 nel 2020-2022 e 2,7 miliardi fino al 2034) in un calendario lungo reso inevitabile dagli spazi ridotti offerti dalla finanza pubblica. Anche sulla progettazione, è stata aperta alle Province la porta per i fondi (85 milioni nel 2020, 383 in tre anni e 2,7 miliardi fino al 2034) chiamati a compensare le difficoltà degli enti locali: difficoltà evidenti, se si considera che per accaparrarsi gli 85 milioni disponibili quest’anno gli enti locali hanno presentato progettazioni da finanziare per oltre 800 milioni.

Il Milleproroghe dal canto suo ha riattivato la macchina delle assunzioni, bloccata fin dalla manovra 2015. Ma per il cambio di passo effettivo queste sono solo le premesse. E la dimostrazione arriva anche dal censimento delle «piccole opere» progettate ma non finanziate.

Più di 1.700 riguardano gli interventi sulle 7.400 scuole superiori gestite dalle Province e frequentate ogni giorno da circa 2,5 milioni di studenti. Il valore di questi interventi arriva a 2,1 miliardi di euro: e i fondi sono spesso già presenti nella programmazione ministeriale, ma non arrivano a destinazione perché mancano i decreti attuativi per la loro distribuzione.

Fonte: Quotidiano Enti locali Il Sole 24 Ore

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