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Intervento del Presidente Filippeschi al convegno ANCI-Legautonomie Toscana organizzato a Firenze sulla gestione dei bilanci degli enti territoriali

Restituire fiducia agli enti locali per riformare davvero il sistema delle autonomie

"Saranno bilanci molto difficili anche quelli del 2016. Per i comuni c'è l'allentamento del patto di stabilità, ma vale solo per il 2016 e così è difficile programmare gli investimenti. Le restrizioni alla spesa corrente sono pesanti e il limite al 25 per cento per la reintegrazione degli organici è un colpo durissimo all'autonomia organizzativa che non tiene di conto delle gravissime criticità e carenze di competenze di tante amministrazioni. Non si tratta dunque di una spending review ma di tagli lineari e ciechi".
Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, che oggi ha aperto il convegno organizzato a Firenze, dall'Anci e da Legautonomie, sulla gestione dei bilanci degli enti territoriali per il 2016 con relazioni degli esperti di finanza locale Sergio Marzari e Cesare Cava. 
"L'autonomia impositiva viene azzerata, tolte Tasi e Imu su gran parte degli immobili e impedita ogni possibilità di manovra sull'addizionale Irpef. L'impegno del 2014 per la località tax è ancora disatteso. Per le province si navigherà a vista, in contraddizione con l'impostazione della legge Delrio. Ci batteremo perché con l'istituzione del Senato delle Autonomie si affermi un'inversione di tendenza - sottolinea Filippeschi - ciò in coerenza con la riforma e guardando all'esperienza che fanno altri paesi europei". 
"Dobbiamo fare grande attenzione ai richiami fatti dalla Corte dei Conti. Quando si rileva contrazione o soppressione di prestazioni per la collettività e differenze nell'accesso dei cittadini ai servizi, a seconda dei territori o dell'inquadramento istituzionale, per esempio fra città metropolitane e il resto dei comuni e delle nuove province, si denuncia una situazione allarmante. I comuni devono promuovere autoriforme,  nuovi sistemi di governance, con fusioni intelligenti e aggregano funzioni in capo alle nuove province, sistemi di rilevazione qualitativa e razionalizzazione e miglor controllo delle partecipazioni - aggiunge Filippeschi - ma tutto questo sarà molto difficile da fare se mancherà un quadro di riferimento solido e se non sarà restituita fiducia alle autonomie locali".

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