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Elezioni Provinciali: l'appello del presidente Upi Toscana Menesini

Sei Province toscane chiamate al voto per il rinnovo delle cariche elettive: l'appello del presidente Upi Toscana Menesini

Sono sei le Province toscane che il 31 ottobre affronteranno le elezioni per il rinnovo delle cariche: si tratta di Arezzo (presidente e consiglio provinciale); Livorno, Pisa, Prato e Siena (esclusivamente il presidente) e Massa Carrara (consiglio provinciale).

Per questi enti si tratta della seconda volta che sono chiamati a rinnovare le cariche con la nuova norma determinata dalla Legge Delrio che stabilisce che gli enti provinciali siano di ‘secondo livello’: a votare, infatti, saranno chiamati sindaci e consiglieri comunali, i quali decideranno chi guiderà le province di appartenenza per i prossimi 4 anni e chi formerà per i prossimi 2 il consiglio provinciale.

«Innanzi tutto intendo ringraziare i presidenti che hanno terminato il loro mandato - esordice il presidente Upi Toscana e presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini -: in questi anni hanno svolto un servizio fondamentale, rafforzando il ruolo di collegamento tra i Comuni del proprio territorio e traghettando un ente in cambiamento durante una prima e difficile fase».

Secondo Menesini, però, la fase di mutamento non è ancora terminata: «La Legge Delrio - afferma - sarà rivista, ma quello che non sarà cambiato è il ruolo di secondo livello dell’ente provinciale, intanto, però, abbiamo avuto segnali positivi da parte del Governo sui bandi per le scuole e previsione di finanziamenti sia sulle strade, sia sui servizi».

Un quadro, dunque, in evoluzione: «Ai nuovi presidenti - prosegue Menesini - spetterà consolidare il ruolo di secondo livello dell’ente, rendendo ancora più forte il proprio ruolo nei confronti delle competenze dirette e, cioè, scuole, strade e servizi ai Comuni, come le stazioni appaltanti che snelliscono fortemente le procedure burocratiche e, di conseguenza, stringendo un legame ancora più solido con i territori di riferimento».

«In un contesto nel quale si va sempre più verso una maggiore autonomia delle Regione - conclude Menesini - non si può prescindere da un’altrettanto maggiore autonomia degli enti del territorio: Comuni e Province: l’auspicio, quindi, è quello di una forte risposta in termini di votanti, poiché il ruolo del presidente e dei consigli provinciali in questa seconda fase sarà strategico per gli assetti istituzionali, ma anche per la qualità e la tipologia dei servizi che devono e saranno sempre più vicini al cittadino e sempre più rispondenti alle sue esigenze».

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