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Comunicato stampa

L’UPI Toscana al nuovo Governo: “Senza un decreto legge a rischio servizi per la sicurezza dei cittadini”

“Il nuovo Governo deve porre tra le priorità il varo di un decreto legge per risolvere l’emergenza bilanci delle Province e delle Città metropolitane che, dopo il referendum, continuano a dover assicurare alle comunità servizi da cui dipende la sicurezza stessa dei cittadini”.
È quanto definito nel documento approvato dal Comitato Direttivo delle Province italiane, che si è riunito ieri a Roma per fare le prime valutazioni sul post referendum e analizzare lo stato dei bilanci degli enti.
La richiesta principale dei Sindaci Presidenti di Provincia è l’azzeramento della manovra aggiuntiva per il 2017 attraverso il riparto del fondo per gli enti territoriali previsto dalla Legge di Bilancio con l’assegnazione alle Province di 650 milioni e 250 milioni alle Città metropolitane e l’implementazione delle risorse destinate a finanziare gli interventi di messa in sicurezza e gestione di 130 mila chilometri di strade, di 5.100 scuole superiori e per le politiche di contrasto al dissesto idrogeologico.
Per le province toscane – che gestiscono circa 300 edifici scolastici per oltre 115.000 studenti e più di 8.200 km di strade di cui oltre 1.300 km sono montani – si tratterebbe di cancellare un prelievo aggiuntivo di quasi 90 milioni di euro.
Questo intervento non sarebbe comunque risolutivo per scongiurare il dissesto dei 9 enti toscani, considerando che i tagli cumulati degli ultimi anni (2012-2016) assommano a oltre 200 milioni di euro.
 “Intendiamo aprire da subito un confronto franco con il nuovo Governo – ha detto il Presidente dell’UPI Toscana e Presidente della provincia e sindaco di Pisa Marco Filippeschi – per arrivare nel più breve tempo possibile ad una soluzione. Abbiamo urgenze da rispettare, come i piani neve o il riscaldamento delle scuole: temi che devono essere considerati prioritari, e su cui l’attenzione delle istituzioni deve essere massima, perché si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini.  Tanto più ora che il referendum ha sgombrato dal dibattito le questioni legate all’assetto delle Province e le ha confermate tra le istituzioni costitutive della Repubblica”. 
Firenze, 15 dicembre 2016

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