• L’Unione delle Province della Toscana è l’Associazione che rappresenta tutte le Province della Toscana, ed è parte integrante dell’Unione Province d’Italia (UPI)

Il Presidente di UPI Variati, il Presidente di UPI Toscana Filippeschi e una delegazione di Presidenti-Sindaci ricevuti dal Presidente della Repubblica Mattarella



Garantire uguali servizi a tutti i cittadini, sia che si trovino a vivere nei grandi centri urbani che nei piccoli comuni amministrati dagli Enti di Area Vasta. Questo il tema centrale dell’incontro avuto oggi al Quirinale tra il Presidente della  Repubblica, Sergio Mattarella, e  una delegazione di Sindaci Presidenti di Provincia guidati dal Presidente dell’Upi  Achille Variati, accompagnato dal Presidente di UPI Toscana Marco Filippeschi e composta da Presidenti Sindaci in rappresentanza degli Enti di Area Vasta delle Regioni a Statuto Ordinario


 
“Abbiamo avuto modo di parlare per più di un’ora con il Presidente della Repubblica – ha dichiarato Variati al termine dell’incontro – per raccontare le luci e le ombre della riforma degli Enti di area vasta e  renderlo partecipe della nostra preoccupazione rispetto alla necessità di assicurare a tutti i cittadini servizi efficienti. Un tema che sta molto a cuore al Presidente Mattarella. Abbiamo voluto confermare – ha detto Variati - tutto il nostro impegno a dare attuazione ad una riforma in cui, come Sindaci,  abbiamo sempre creduto e che sta permettendo agli amministratori di lavorare insieme, per il bene delle comunità, al di fuori dei particolarismi e dei localismi. Ma abbiamo anche sottolineato che  se come classe politica non costiamo nulla, perché il nostro è un servizio che rendiamo senza alcun compenso, abbiamo bisogno delle risorse necessarie per garantire ai nostri cittadini strade e scuole sicure, interventi per la difesa per l’ambiente, opere di manutenzione e di investimento costanti. Con il Governo c’è stata una ripresa importante del confronto che ha dato primi risultati positivi e siamo certi che il grande sforzo che stiamo facendo come Sindaci per efficientare la spesa ed assicurare i servizi sia ben compreso dal Presidente Renzi. Non vogliamo un euro di più – ha sottolineato Variati - se non quello che serve ad assicurare la piena cittadinanza a chi vive nei nostri territori; per questo chiediamo che con il 2015 si chiuda la stagione della precarietà e dell’emergenza e che dal 2016 si inizi a ridefinire lo stesso sistema di finanziamento di questi servizi.  Lo Stato prenda pure gli introiti delle imposte che ci sono riservati – Rcauto e Imposta di trascrizione sulle auto –, ma si garantisca, a costo standard, la piena copertura delle funzioni fondamentali che siamo chiamati ad esercitare. Siamo certi che il Presidente della Repubblica, che ha mostrato piena attenzione alle questioni che abbiamo posto oggi, nel suo ruolo di Garante della Costituzione, comprende il valore di questo nostro impegno di equilibrio ed uguaglianza”. 

"E' stato un incontro importante - ha dichiarato il Presidente Filippeschi -  Il Presidente Mattarella ha dato un'altra prova di sensibilità e capacità d'ascolto. Le stesse che avevano ispirato il suo intervento a conclusione dell'assemblea nazionale dell'Anci. Ascoltare i sindaci, quelli che si sono presi in carico l'attuazione della riforma Delrio, in particolare, per evitare che la riforma deragli con il dissesto generalizzato nel 2016 delle nuove istituzioni. Ho segnalato al Presidente il deficit ormai strutturale d'investimenti su strade e scuole, con logoramenti e danneggiamenti materiali che si aggravano in modi e tempi esponenziali. Questo è un debito occulto di sicurezza e di futuro, inaccettabile. Così come non si può accettare che per eguali servizi fondamentali, per esempio quelli scolastici, vi sia un trattamento differenziato a favore delle città metropolitane. Ho poi ribadito le potenzialità della riforma per fare delle nuove istituzioni di area vasta centri di servizi per i comuni, dove concentrare la collaborazione per attingere a competenze, dare risposte più efficaci e veloci e risparmiare risorse". 

Roma, 26 gennaio 2015


 

A questa pagina il video dell'incontro: https://youtu.be/UeTjuPzDWsk
 
Indietro

Le province stanno morendo, a rischio servizi e cittadini. Un “esposto cautelativo” delle Province toscane a Procura, Prefettura e Corte dei conti per denunciare l’irresponsabilità del Governo.

COMUNICATO STAMPA

Un “esposto cautelativo” indirizzato alla Procura della Repubblica e alla Prefettura competenti per Provincia e alla Sezione regionale della Corte dei conti. È quanto i Presidenti delle Province della Toscana hanno deciso di inviare in questi giorni, nell’ambito di una più generale iniziativa promossa dall’UPI (Unione Province d’Italia), per denunciare la grave situazione che da mesi investe gli enti e che sta per concludersi nel peggiore dei modi.
Nonostante l’approssimarsi del termine del 31 marzo gli enti non potranno approvare i Bilanci di previsione e senza un intervento risolutivo e strutturale del Governo si avvicina sempre di più il momento della dichiarazione del dissesto finanziario del comparto.
Come di consueto, negli ultimi anni, puntualmente si ripresentano i buchi di Bilancio causati dai tagli. Quest’anno però è diverso. Se lo scorso anno i Bilanci di previsione furono chiusi solo a novembre e solo grazie a interventi straordinari, quest’anno ciò non sarà più replicabile.
Il problema dei bilanci provinciali è dovuto a un calcolo errato da parte del Governo sui risparmi conseguibili con la riforma che nel frattempo li ha trasformati in enti di secondo livello governati dai Sindaci del territorio. Il Governo calcolò in 3 miliardi lo sforzo sostenibile dal comparto provinciale ma alla luce dei fatti, come dimostrato dagli interventi straordinari approvati dallo stesso Governo lo scorso anno, l’importo sostenibile è appena di 1 miliardo.
Per questo motivo, l’impatto di queste cifre è tale per cui già da anni le province non hanno un vero e proprio taglio ma versano direttamente allo Stato milioni di euro che dovrebbero essere destinati alle funzioni fondamentali.
In Toscana dal 2011 a oggi si parla di versamenti allo Stato totali per 203 milioni di euro, a fronte di entrate strutturali pari a 218 milioni.
“Con un patrimonio da gestire di 8.200 chilometri di strade – di cui 1.384 su strade montane – e 338 edifici scolastici di secondo grado frequentati da oltre 115.000 studenti, la gravissima situazione finanziaria che da mesi viene denunciata rischia di creare situazioni di pericolo per la stessa incolumità dei cittadini. L’autorità giudiziaria è già intervenuta e il lavoro delle strutture provinciali sta diventando impossibile. Considerate le spese minime di funzionamento e il costo dei 1.600 dipendenti lo squilibrio di parte corrente viene oggi stimato sugli 80 milioni di euro”, denuncia il Presidente di UPI Toscana e della Provincia di Pisa Marco Filippeschi.
Gli “esposti cautelativi” sono un grido d’allarme di una situazione insostenibile, ma si tratta di una iniziativa che è solo il primo passo di una mobilitazione che vedrà impegnate le amministrazioni provinciali nelle prossime settimane.
Qualora il Governo decidesse di continuare a non prestare attenzione ai bisogni presenti nei territori toscani i Presidenti sono pronti anche ad avviare azioni eclatanti per assicurare che questi enti, amministrati gratuitamente e rimasti in Costituzione tra gli enti costitutivi della Repubblica dopo il referendum del 4 dicembre, possano fornire i servizi e svolgere le funzioni che la stessa legge gli riserva”.
Ufficio Stampa UPI Toscana
Firenze, 17 marzo 2017

Corriere Fiorentino clicca sul link:
/uploads/kcFinder/files/SB26152%20%281%29.PDF

 

Aree Tematiche Correlate

  • Legge n.56 del 7 aprile 2014

Riordino Province e Istituzione Cittá Metropolitane

Vedi Area

Filtra le news

Archivio News antecedenti al 2014